“Essere giovane e non essere rivoluzionario è una contraddizione perfino biologica”. Salvador Allende
Mario Ferri detto "Il Falco" invade durante la gara Belgio-Usa
Lo specialista di Montesilvano entra in campo durante il primo tempo. La grande verità: «Sono l'ultimo italiano rimasto al Mondiale in Brasile»
Mario Ferri, detto il Falco, 25enne di Montesilvano, torna a far parlare di sè, ancora una volta, per la specialità che l'ha reso celebre nel mondo: le invasioni di campo.
Ieri sera, durante la gara degli ottavi di finale Belgio Usa, è entrato in campo tra l'indifferenza generale con la solita maglietta da supermen azzurra e due scritte, una dedicata a Ciro Esposito (#CiroVive) il tifoso napoletano ucciso prima della finale di Coppa Italia a Roma, e l'altra ai bambini poveri del Brasile ( Save Favelas Children). Il tutto è accaduto all'inizio del primo tempo, minuto 16^.
Ferri, sponsorizzato da alcune aziende locali, è riuscito ad entrare in campo grazie ad uno stratagemma: quello dell'accredito stampa. Era già successo, in passato, con altre competizioni: Mondiali di Calcio Sudafrica o al Giro d'Italia.
La prima performance risale al 2007 in occasione della partita di calcio Pescara-Sambenedettese finita 4-1 per i biancazzurri.
Adesso è rinchiuso nella prigione brasiliana di Salvador de Bahia ma è probabile che venga scarcerato presto. E' accusato di false dichiaazioni sull'identità e di invasione di campo.
Redazione Independent